Yoga: Scopo e Pratica

Prima di iniziare la pratica dello yoga soffermiamoci un attimo sullo scopo della nostra esistenza, gli induisti affermano che la salvezza si ottiene solamente durante la vita terrena, lo scopo della vita umana è di raggiungere la salvezza che proviene dal ciclo eterno, detto samsara.
Tutta la felicità di tipo materiale è fugace e precaria, tutti i nostri attaccamenti terreni sono precari, la liberazione si ha attraverso l’amore individuale verso la divinità (Dio), questo rappresenta l’unica vera strada per l’eterna felicità.
Quindi l’unica via che abbiamo per raggiungere la felicità è scegliere quella dello spirito e non quella dei beni materiali.

Una volta che abbiamo stabilito lo scopo della nostra esistenza si passa all’aspetto pratico dello yoga, esso può richiedere tempi lunghi o brevissimi per padroneggiare la tecnica, comunque con il passare e con il continuo esercizio ci si perfeziona sempre di più, il segreto sta nel praticarlo con sincerità d’animo, in questo modo i risultati non tarderanno ad arrivare.
Lo yoga è una dottrina che va continuamente messa in pratica, il buon yogi si riconosce nella capacità di rimanere tranquillo in mezzo ad acque agitate e di avere la mente chiara nelle situazioni confuse. Lo yogi (colui che pratica yoga) deve essere come il loto che vive nello stagno senza esserne influenzato, esso apre i propri petali (mente, cuore e anima) alla grazia del sole (Dio); i petali del fiore di loto non toccano l’acqua (i desideri terreni) e lo stagno (il male), mentre il suo stelo (il bene) sta ad indicare che si può sopravvivere nel mondo terreno grazie a Dio (il sole), senza di esso il loto (lo yogi) muore.

Siccome lo yoga rappresenta il contatto con Dio, chi si avvicina a questa pratica dese essere sincero, devoto al Signore; cioè si deve abbandonare il proprio Io o almeno si deve cercare di non farlo affiorare, è sbagliato giudicare altri credi oppure ritenere giusta solo la filosofia in cui crediamo, perché tutte le strade conducono a Dio. Con lo yoga si impara anche a dimunuire l’attaccamento ai desideri terreni e si diventa capaci di amare incondizionatamente, si acquisire una maggiore consapevolezza del sé e si acuirà la capacità di distinguere, essa è l’essenza del distacco dalle cose terrene e materiali; essere capaci di distingure vuol dire saper analizzare ogni pensiero e azione per capire se ci portano verso il nostro obiettivo o ci alllontanano da esso. Per essere un buon yogi e trarne tutti i benefici ci sono tre regole da seguire: fare il nostro dovere senza essere troppo coinvolti, applicate la disciplina e gli insegnamenti yoga per controllare i nostri sensi e pulsioni e teniamo un atteggiamento di devozione verso Dio. Non abbiate nessun timore nell’inziare questa pratica, ed evitate di fare pubblicità eccessiva.