Le origini della riflessologia plantare si perdono nella notte dei tempi, si sa
con una certa sicurezza che si sia evoluta in Cina insieme all'agopuntura; secondo questa
disciplina nei palmi delle mani e dei piedi vi sono punti specifici che corrisponderebbero
ai vari organi del nostro organismo, e se adeguatamente stimolati porterebbero benefici
a questi ultimi, cioè all'organo o alla zona corrispondente.
La riflessologia plantare fa uso solo delle mani che vengono usate per intervenire sui
vari punti a seconda degli organi coinvolti nelle malattie e nei disturbi; il principio
cardine è che talora vi fosse un problema a carico di un organo, la corrispondente
zona o punto riflessogeno sarà molto sensibile alla stimolazione con anche il verificarsi
di sintomi sgradevoli come il dolore. Il riflessologo stimolando il punto interessato farà affluira
più sangue e stimolerà l'organo corrispondente in modo da favorire e agevolare una possibile
guarigione.
Per la riflessologia ogni arto rappresenta il rispettivo lato del corpo, il piede destro
il lato destro e il piede sinistro il lato sinistro, per facilitare l'operato degli esperti
sono state disegnate delle mappe con i rispettivi punti e gli organi corrispondenti, anche se ne
sono state disegnate varie e quindi spesso non coincidono tra di loro.