Le piante medicinali in fitoterapia vengono raccolte nelle giornatte serene e soleggiate,
nella tarda mattinata, così che la pianta sia bene asciutta, scegliendo le piante
più in salute e di miglior aspetto, stando ben attenti che non vi sia rugiada su di loro;
tuttò ciò al fine di poter trarre il massimo dei principi attivi che vi sono contenuti.
A seconda della pianta si possono raccogliere i fiori, il busto, lo stelo, le radici,
la corteccia, il tronco, le foglie, i bulbi o i rizomi; stando ben attenti per quanto
possibile ad arrecare il minor danno possibile alla pianta.
L'essiccazione delle piante è importantissima per conservare al
meglio i principi attivi in essa contenuti, altrimenti sarebbero troppo volatili e quindi
vanno persi, a meno che la pianta non deve essere utilizzata fresca. Questa operazione
avviene in luoghi ventilati, asciutti e per la maggior parte delle piante senza
l'esposizione diretta alla luce del sole. Dopo l'essicazione la pianta per poter
essere utilizzata viene macinata o comunque ridotta in parti molto piccole così
che quando queste parti vengono immerse nei liquidi possano rilasciare nel miglior
modo i principi attivi in questi liquidi.
Gli infusi sono soluzioni nelle quali i principi attivi vengono
discolti in acqua, di solito questo metodo viene utilizzato quando il rimedio
fitoterapico fa uso delle parti più delicate e aromatiche delle erbe e quindi rilasciano
con facilità le loro proprietà farmacologiche in acqua calda, come ad esempio avviene
per la camomilla, i fiori d'arancio, la menta, i semidi anice e via dicendo. In pratica
si fa riscaldare l'acqua fino ad ebollizione, poi si spegne il fuoco e si versa in
un recipiente contenente le piante medicinali o viceversa, cioè si mettono le piante
medicinali nel contenitore dove vi è l'acqua appena tolta dal fuoco e si copre la pentola,
si attende 10 o 15 minuti, poi si filtra il tutto e si beve. Di solito si usano
5 grammi di pianta ogni 100 d'acqua, anche se può variare in base alla pianta;
l'infuso va preparato poco prima dell'impiego e non deve essere mai conservato.
Il decotto si prepara facendo bollire in acqua per un po' di minuti
le parti della pianta da utilizzare che contengono i principi attivi in un recipiente
tenuto coperto, il tempo di ebollizione varia dai 5 minuti per i fiori, le foglie
e la pianta ai 15 e anche 20 minuti per le parti più dure come la corteccia o il
fusto, al termine della bollitura attendiamo altri 10 minuti con la pentola sempre
coperta così da far completare il rilascio dei principi attivi, dopo filtriamo e
beviamo. Se utilizziamo parti solide e consistenti come le radici o il legno sarebbe
bene prima sminuzzarlo o polverizzarlo; anche il decollo come l'infuso va preparato
appena prima che lo utilizziamo.
Il macerato o la macerazione glicerica sono degli estratti di
piante medicinali ottenuti dalle parte dei vegetali in rapida crescita e di particolare
vigorosità. Essa avviene tenendo le parti dei vegetali per 21 giorni in macerazione
in una soluzione apposita di glicerina e alcol, poi il tutto viene filtrato e spremuto ed
in seguito diluito alla prima decimale hahnemaniana; quando c'è il macerato glicerico è
preferibile usarlo al posto degli altri preparati.
La tintura madre si ottiene mettendo a macerare i vegetali in alcol
etilico per almeno 21 giorni, poi viene filtrato e spremuto ed il liquido che se ne ricava
viene aggiunto al liquido precedentemente filtrato, di solito si ha un grado alcolico
tra i 45 e i 65 gradi. Anche la tintura madre come il macerato glicerico opera una
buona estrazione dei principi attivi contenuti nelle piante, il nome madre vi è
dato perché è da queste tinture che vengono ricavati i rimedi omeopatici, quindi
possiamo capire la loro concentrazione e quindi l'efficacia.
La tisana si ottiene disciogliendo in acqua diverse piante medicinali
in modo che vari principi attivi agiscono in sinergia, di solito le tisane sono composte
da 4 o 5 piante diverse, e cioè da un rimedio di base (remedium cardinale) di 2 o 3
piante e un rimedio adiuvante (adiuvans) di 1 o 2 piante che ha lo scopo di rinforzare
il principio attivo e quindi l'efficacia delle piante di base.
Gli oli medicinali, o tinture oleose (oleoliti), si preparano
disciogliendo i principi attivi delle piante medicamentosi in un solvente oleoso, come
l'olio d'oliva o di semi. Per preparare gli olii medicinali si mette la pianta medicinale
nell'olio e si porta gradualmente ad ebollizione tenendola per un paio d'ore o anche meno
a fuoco lento, dopo si toglie dal fuoco e si lascia ancora per un ora in infusione e si
filtra.
L'estratto si ottiene mediante percolazione o macerazione della
pianta in un solvente e successivamente si fa concentrare il tutto facendo evaporare
parzialmente o completamente il solvente. Si possono ottenere vari tipi di estratti;
l'estratto fluido si ha quando il peso finale della soluzione è uguale alla pianta secca
messa nel solvente, questi devono essere conservati al riparo dall'aria e dalla luce
perché si alterano facilmente; l'estratto secco si ha quando viene fatto evaporare
totalmente il solvente fino ad ottenere una polvere contenente i principi attivi, questi
devono essere tenuti al riparo dall'umidità; l'estratto molle è intermedio tra il fluido e
il secco e va conservato sempre al riparo dalla luce e dall'aria. Tutti devono essere conservati
in recipienti a tenuta stagna.
Il cataplasma si ottiene mescolando farine vegetali con un liquido che
può essere acqua, decotto, infusoe tisana, si possono usare sia caldi che freddi e si
applicano esternamente.
I linimenti sono anch'essi preparati per uso esterno e sono
liquidi.
Gli unguenti sono come delle pomate, quindi per uso esterno, si preparano
con l'aggiunta di eccipienti come olio di vasellina o lanolina.