Secondo la leggenda indiana Brahma, il creatore dell'universo, insegno la scienza della vita
a Daksha Prajapati, il quale la trasmise agli Asvin, dei gemelli dalla testa di cavallo i quali
a loro volta la insegnarono al re guerriero degli dei Vedici, Indra, che così divenne
il depositario della medicina ayurvedica. Per la cosmologia indiana il tempo ha quattro
ere, chiamate Yuga, che ciclicamente si ripetono con periodi di tempo decrescenti nei
quali anche la qualità della vita decresce fino ad arrivare all'attuale quarta era, la
Kali Yuga, in cui l'ambiente e la vita umana sono degradate al massimo. Il decadimento
comunque inizio già nella prima era tanto da far conoscere agli umani sofferenze e malattie,
fu allora che i grandi saggi Rishi, con a capo Bhardwaj, si recarono dal re Indra per
imparare l'ayurveda e porre un freno a questi mali. I Rishi poi la tramandarono oralmente
ai suoi discepoli fino ad arrivare ai nostri giorni.
L'ayurveda come possiamo capire ha origini antichissime, ed è permeata da connotazioni
magico-religiose, essa fa parte dei Veda indiani, quattro testi sacri antichi nei quali
è racchiusa la civiltà e le conoscenze mediche indiane. Man mano l'ayurveda si è evoluta
nel tempo fino a diventare complessa come la conosciamo oggi, come ben ci documentano
i testi di Sushruta e di Charaka, del sesto secondo avanti Cristo e del terzo secolo
dopo Cristo. E talmente riconosciuta la sua efficacia ed attualità che viene ampiamente
praticata e studiata in tutta l'India, anche negli ospedali e nelle università.