Medicina dell'india

Che cos'è

Medicina indiana Dare i natali ad una medicina di un popolo così vasto e complesso come quello indiano è difficile, di certo si sa che la medicina indiana antica ebbe origine due o tre millenno prima di Cristo, sviluppandosi in due discipline maggiori, l'Ayurveda e lo Yoga. Entrambe queste discipline hanno le radici nella filosofia indiana più antica, quindi sono inscindibili con la concezione dell'uomo che hanno gli indiani. Diciamo che l'ayurveda si fonda su pratiche che mirano alla purificazione del corpo e della mente mentre lo yoga, oltre ad essere un metodo per curare le malattie e rimanere in buona salute, è anche e soprattutto uno stile di vita che mira maggiormente al benessere interiore e spirituale. Comunque le fondamente di questa medicina si fanno risalire a tre maestri che sono: Sushruta, Charaka e Vaghbata, vissuti all'incirca nel sesto secolo a.C. che redassero tre distinti manuali di medicina, in questi già si avevano delle trattazioni di anatomia umana, anche se imprecise e si dava ampio risalto alle forze che governano l'uomo e tutto l'universo e sull'equilibrio che vi deve essere fra di loro. A riconoscenza della validità della medicina indiana basti pensare che le prime operazioni di chirurgia plastica sono state effettuate proprio in India con precise indicazioni delle tecniche sui manuali sopra detti.

Principi su cui si fonda

La medicina indiana individua tre sostanze elementari che sono: l'aria che ha sede sotto l'ombelico, il flegma sopra il cuore e la bile fra il cuore e l'ombelico, l'interazione fra queste tre sostanze principali produce i sette elementi che costituiscono principalmente il corpo, che sono: la carne, il sangue, il grasso, le ossa, il midollo, il chilo e il seme. A loro volta questi sette elementi vengono generati uno dall'altro, e precisamente tutto parte dal chilo che genera il sangue, il sangue genera la carne, che a sua volta genera il grasso, dal grasso vengono le ossa che a loro volta generano il midollo e il midollo da vita al seme. Le malattie catalogate per la medicina indiana erano già più di 1000, le quali dipenderebbero sempre da uno squilibrio delle tre sostanze elementari presenti nel nostro corpo. Questa medicina fa ampio uso a scopo terapeutico di piante medicinali e altri preparati, sono catalogate più di 1000 rimedi e piante officinali nei testi medici, la loro preparazione e il loro metodo d'impiego. Ma non si limita a ciò, vi sono anche indicazioni sull'etica che dovrebbe avere un medico nei confronti di un paziente, e quindi sull'atteggiamento e il comportamento da tenere con l'ammalato e i suoi familiari, il modo di agire e sul segreto professionale da tenere.

Medici nell'india antica

Nell'India antica la malattia era una preoccupazione molto sentita dalla popolazione, tanto che vi era già una discreta organizzazione del sistema medico, prima di poter esercitare un medico doveva sostenere un lungo studio e un apprendistato, vi erano medici che esercitavano negli ospedali a carico di fondazioni benefiche e quindi il loro operato per la gente era gratuito e medici che esercitavano dietro il pagamento di una somma, però tutti dovevano attenersi a rigide regole morali ed etiche nei confronti del malato. Questo modo di intendere la medicina e il malato già a quei tempi è dovuto al profondo rispetto che gli indiani danno alla persona intesa come IO, come lo danno anche agli animali, per loto tutto è armonia e tutto ha un anima e fa parte di un disegno cosmico, anche se poi vi erano delle contraddizioni a causa delle divisioni in caste della società indiana, ma questo è un altro discorso......

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