La respirazione artificiale o bocca a bocca va effettuata immediatamente in tutti i casi
dove la persona non respira autonomamente, in quanto bastano tre minuti senza ossigeno
per procurare danni irreversibili al cervello e dopo sei minuti si ha la morte.
Per prima cosa bisogna stendere il paziente su una superficie rigida, assicuriamoci che le vie
aeree siano libere e iperestendiamo la testa; apriamo un po' la bocca del paziente e
inspiriamo profondamente, dopodiché poniamo le labbra su quelle del paziente chiudendogli
il naso con una mano e soffiamo con decisione ma con calma nella bocca della persona.
Dopo allontaniamoci e osserviamo se la gabbia toracica torna nella sua posizione a riposo, se ciò
avviene vuol dire che l'insufflazione è andata a buon fine, se ciò non accade controlliamo di
nuovo che le vie respiratorie siano libere. Effettuare almeno 5 insufflazioni di aria, se vediamo
che non si hanno inspirazioni efficaci da parte del paziente allora passare al massaggio cardiaco se
anche questo è compromesso; si dovrebbero alernare 2 insufflazioni di aria e 15 compressioni toraciche
del massaggio cardiaco. In caso siamo in 2 soccorritori si dovrebbe effettuare una compressione
toracica ogni secondo e una insufflazione di aria ogni 5 compressioni toraciche.
Questi 2 metodi descritti in seguito devono essere eseguiti solo nei casi in cui non
è possibile effettuare la respirazione artificiale come sopra descritta in quanto questa è la
più efficace.
Metodo Sylvester Stendere la persona su una superficie rigida,
inginocchiarsi avendo la sua testa tra le proprie gambe e afferrare con sicurezza
le braccia del paziente appena sopra il polso; sopo sollevarle in alto e poi spingerle
all'indietro verso di noi e all'infuori esercitando una pressione abbastanza forte da incontrare una resistenza,
l'aria esce dai polmoni quando sentiamo che cede la resistenza,dopodiché riportare le braccia
al torace e ripetere l'operazione per una decina di volte.
Metodo Holger Nielsen Questo metodo è necessario quando la persona non
è possibile distenderla sulla schiena, l'infortunato va posizionato con le braccia
incrociate sotto il viso che a sua volta è ruotato da un lato, inginoscchiarsi avendo la testa della
vittima tra le nostre ginocchia e posizioniamo i palmi delle mani in corrispondenza dei
reni della vittima più o meno, dopo andare avanti finché le braccia non sono quasi perpendicolare
sul paziente in modo da procurare una certa compressione che fa uscire l'aria dai polmoni e
poi ritornare nella posizione di partenza, dopo afferrare i gomiti della persona e tirarli
verso di noi, cioè al centro, in modo da far espandere il torace e quindi far entrare
l'aria, dopo riposizioniamo le braccia incrociate sotto la testa come nella posizione di
pertenza e ripetere questa operazione dall'inizio per 10-15 volte al minuto.