La sindrome di Peter Pan è una condizione psicologica in cui la persona non vuole crescere, è stato utilizzato per la prima volta questo termine dallo psicologo americano Dan Kiley, nel 1984, prendendolo a prestito dal personaggio letterario creato da James Matthew Barrie nel 1902. La sindrome non è menzionata nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, le cause vanno ricercate in una educazione non corretta (troppo permissivismo).
Nella sindrome di Peter Pan, il paziente manifesta atteggiamenti fanciulleschi, evita di prendersi le comuni responsabilità dell'età adulta, non vorrebbe crescere e manifesta una palese immaturità.
La malattia si diagnostica con la visita psichiatrica.
La terapia si basa sul corretto insegnamento dei genitori, stimolando i figli ad assumersi le proprie responsabilità in modo graduale.