Autismo

Che cos'è e probabili cause

L'autismo è una patologia cronica del comportamento che si presenta di solito intorno 2 o 3 anni. La malattia si manifesta con gravi alterazioni nella comunicazione con il mondo esterno, sia verbale che non e con un estraniamento più o meno accentuato dalla realtà, non c'è comunicazione con i familiari, vi è un maggiore attaccamento alle cose e meno alle persone. I bimbi autistici hanno comportamenti ripetitivi, anomali o aggressivi, non concentrano lo sguardo e non rispondono al sorriso della madre. La malattia colpisce un individuo su 2.000 circa, prevalentemente i maschi, con un rapporto di 4 a 1. Alle volte chi ne è affetto può soffrire anche di altre patologie: come epilessia, sclerosi tuberosa, sindrome di Down o rosolia congenita. Le cause della sua insorgenza sono ancora sconosciute, si sospetta una componente ereditaria o genetica.

Sintomi

I sintomi interessano la comunicazione verbale e non, l'interazione sociale e l'immaginazione o gli interessi. Per quanto riguarda la comunicazione, il linguaggio viene utilizzato in modo strano, anzi a volte è presente il mutismo. La persona autistica spesso ripete le parole o le frasi che sente pronunciare; alle volte è presente ritardo mentale. Nell'ambito dell'interazione sociale, le persone hanno scarso interesse ad interagire con gli altri, tendono a isolarsi e risultano o indifferenti agli stimoli, o ipereccitabili, hanno difficoltà a guardare negli occhi l'interlocutore, a iniziare una conversazione e a rispondere alle domande. Alle volte i bambini autistici sono diagnosticati come sordi, poiché non reagiscono quando vengono chiamati. Altro sintomo caratteristico è il ripetere comportamenti ossessivi, con sequenze di movimenti (dondolarsi, muovere le mani). La gravità della malattia varia da persona a persona e tende, nella maggioranza dei casi, a migliorare con l'età, benché è raro che la sintomatologia regredisca completamente.

Diagnosi

L'autismo si diagnostica con una visita psichiatrica.

Come si cura - Terapia

La terapia varia molto da individuo a individuo, data la diversità dei sintomi e delle situazioni; la guarigione totale comunque è molto rara. I trattamenti per questo sono molteplici e diversificati; vi è da notare che gli unici che siano supportati da studi scientifici affidabili sono quelli di tipo comportamentale, che ottengono buoni risultati quanto più tempestivamente si interviene, e farmacologico, in cui si cerca di ridurre o eliminare determinati comportamenti o l'effetto di patologie associate come l'epilessia o i deficit di attenzione.

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