L'orticaria è un'affezione prevalentemente cutanea che si caratterizza per la formazione sulla pelle di rilevanze di forma più o meno circolare, che vanno da qualche millimetro a qualche centimetro di diametro, di colore rosa e che danno prurito, vengono detti ponfi. L'eruzione cutanea può sorgere in un solo distretto o in più di essi, o interessare tutta la pelle, insorge in modo improvviso e altrettanto rapidamente scompare, possono però esserci delle ricadute. Si tratta di una malattia di natura allergica, e le sostanze possibilmente implicate sono tante e varie, possono essere piante, come l'ortica, il geranio il rododendro e altre, animali, come insetti o ragni, in questi casi se una persona è particolarmente sensibile si può andare incontro ad un grave quadro di shock anafilattico; possono essere responsabili il freddo o il caldo, l'uso di determinati abiti o se sono troppo stretti, alcuni medicinali, parassiti e microbi; spesso insorge in seguito all'ingestione di fragole o crostacei.
Il sintomo più evidente dell'orticaria sono i pomfi, placche ben delimitate e leggermente rialzate, di forma sferoidale che vanno da qualche millimetro sino a parecchi centimetri, di colorito rosa con la parte centrale bianca, che danno un forte prurito e bruciore nella zona. Possono essere localizzati in uno o più parti del corpo o interessarlo tutto; quando interessa determinate zone come le palpebre, da luogo a rigonfiamenti anche notevoli. La malattia compare rapidamente e così rapidamente scompare, dopo alcuni minuti od ore, può essere acuta o cronica quando recidiva altre volte nel tempo.
La sua diagnosi è molto semplice da parte del medico con un anammesi e un esame obiettivo, in quanto i suoi sintomi sono molto caratteristici. Per risalire alla sua causa scatenante bisogna individuare la sostanza a cui si è allergici, molto utile risulta il RAST-test oppure il prick-test.
La terapia si basa sull'uso di farmaci antistaminici, cioè capaci di bloccare il meccanismo biochimico responsabile dell'eruzione cutanea che porta a produrre istamina; essi calmano il prurito e il bruciore, subito contrastano l'eruzione e sono utili anche allo scopo di prevenire una successiva ricaduta, il cortisone va riservato solo per i casi più gravi; fondamentalmente però per risolvere il problema alla base, bisogna individuare l'allergene responsabile ed evitare di entrarci a contatto. Quando la causa non è ben chiara o comunque si hanno dubbi, e si ritiene che sia un alimento, è consigliabile osservare una dieta leggera escludendo i cibi maggiormente indiziati, per 5 o 6 giorni; se la situazione persiste nel tempo è opportuno stabilire una terapia di desinsibilizzazione.