Morbillo

Che cos'è e probabili cause

Il morbillo è una malattia infettiva contaggiosa che si manifesta prevalentemente nella prima infanzia, il virus responsabile dell'infezione è il Paramixovirus del genere morbillivirus, è un virus ad RNA negativo e poco resistente all'ambiente esterno, si contrae per le vie aeree ed il suo periodo di incubazione è di 9-14 giorni.

Sintomi

E una malattia altamente contagiosa quindi è opportuno tenere in isolamento la persona affetta, non da sintomi gravi, durante il periodo d'incubazione si possono avere segni di malessere vaghi come: inappetenza, cefalea, disturbi gastroenterici; in seguito si hanno congiuntivite (con fotofobia e lacrimazione intensa), raffreddore con abbondante secrezione nasale, tosse secca, malessere generale e febbre elevata fino ai 39°-40°C fino ad arrivare alla caratteristica eruzione cutanea su tutto il corpo con piccole macchie di colore rosso lievemente rialzate al tatto, che tendono ad unirsi fra loro formando macchie più grandi e con bordo irregolare; quest'eruzione cutanea si calmiera in genere dopo 3-4 giorni ed inizia una desquamazione della pelle. Una volta contratto il morbillo si è sicuro di non infettarsi più perche il corpo si vaccina per tutta la vita, oggi si può anche prevenirlo con l'apposito vaccino, da noi a differenza che nei paesi del terzo mondo le complicazioni difficilmente danno esiti gravi comunque possono anche esserci: otite, polmonite , broncopolmonite e rare volte l'encefalite; queste complicazioni sono sempre dovute ad infezioni batteriche e maggiormente in persone immunodepresse o in stato di malnutrizione.

Diagnosi

Il morbillo si diagnostica con l'anammesi dei sintomi e la visita medica, visti i segni e i sintomi caratteristici che da.

Come si cura - Terapia

Non esite una cura per questa malattia, ci vuole solo pazienza e riposo, si possono combattere i sintomi come la febbre, la tosse e le secrezioni nasali oppure si ricorre ad antibiotici in caso di complicanze da infezione batteriche, comunque nel nostro paese è sempre meno frequente proprio per l'estendersi del vaccino.

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