La sindrome di Ménière è una malattia che prende il nome da Prosper Ménière, otorinolaringoiatra francese, è una malattia che si manifesta con crisi di sordità, abbassamenti uditivi, ronzii auricolari, vertigini, nausea e vomito. Viene causata da un aumento dell'endolinfa all'interno del labirinto membranoso dell'orecchio interno; l'endolinfa è un liquido che viene continuamente prodotto e riassorbito dalle cellule del labirinto in modo da mantenerlo sempre costante nella quantità e nella pressione, se questi meccanismi si alternao per qualunque motivo si ha la malattia, che provoca un rigonfiamento e un aumento di pressione nello stesso.
La sindrome di Ménière provoca sintomi transitori che insorgono improvvisamente e persistono per alcune ore, essi si manifestano con l'abbassamento dell'udito (ipoacusia), acufeni, ronzii auricolari, violente vertigini, nausea, vomito, nistagmo oculare e disturbi generici dell'equilibrio; per poi scomparire quando la pressione dell'endolinfa ritorna normale. Col passare degli anni e il ripetersi delle crisi, l'ipoacusia può aggravarsi come anche le vertigini e i disturbi dell'equilibrio, che possono portare ad una instabilità continua. Anche se non è una patologia molto grave, può portare ad una grave compromissione della qualità della vita, in quanto le vertigini e tutti i sintomi si presentano in modo improvviso.
La patologia si diagnostica con l'anammesi dei sintomi e alcuni esami specifici.
La terapia è essenzialmente farmacologica con farmaci antivertigine e sedativi, quando compaiono le crisi si consiglia il riposo assoluto in una stanza al buio, nei casi più gravi si ricorre anche all'intervento chirurgico per abbassare la pressione dell'endolinfa.