La malattia o morbo di Parkinson, anche detta paralisi agitante, prende il nome dal chirurgo inglese James Parkinson, è una patologia del sistema nervoso extrapiramidale; in media colpisce 20 casi all'anno su 100.000 abitanti, con un incidenza decisamente più alta tra i 70 e i 75 anni. Le cause alla base del processo neurodegenerativo sono ancora sconosciute, si crede che vi sia una certa predispozione genetica. La malattia agisce bloccando il normale processo di pulitura delle neurotossine nel cervello, così da farle accumulare e comprometterne il funzionamento, si osserva anche una marcata riduzione dei neuroni in alcune zone del cervello con un aumento della quantità di ferro.
Il sintomo più evidente del Parkinson è il tremore, da un lato solo del corpo o da tutti e due, può rimanere così anche per molti anni, inoltre si hanno rigidità e acinesia, in un secondo momento si hanno difficoltà nell'equilibrio e un cambiamento della postura, in più della metà dei pazienti vi si associa la depressione. Il tremore si manifesta a riposo e scompare durante i movimenti volontari, in genere la notte scompare, i più colpiti dal tremore sono gli arti e le dita. Nelle fasi avanzate della malattia si osserva anche una certa difficoltà a deglutire (scialorrea), iperidrosi, seborrea e costipazione.
Il morbo di Parkinson si diagnostica con un'attenta anammesi clinica dei sintomi e una visita approfondita, altri esami come SPECT e PET aiutano nel confermare la diagnosi.
Pultroppo non c'è una cura risolutiva per bloccare il processo degenerativo del Parkinson, si cura con alcuni farmaci più o meno specifici che rallentano il decorso della malattia e altri per tenerne sotto controllo i sintomi.