Il coma è una grave condizione che si caratterizza per la perdita della coscienza,
della sensibilità e della motilità volontaria, mentre rimangono l'attività cardiaca e
respiratoria, la persona quindi risulta come in un sonno profondo, da cui non può essere
risvegliato neanche con sollecitazioni forti. La medicina divide il coma in 4 livelli:
Il coma superficiale, se al primo stadio, si ha il risveglio in pochi giorni, mentre nel
secondo e terzo, se la situazione non evolve in negativo, il risveglio è più lungo e lascia
strascichi maggiori sulla persona.
Nel coma irreversibile il cervello non ha più attività elettrica e come dice la
parola stessa, le possibilità di risveglio sono quasi nulle, in questo stadio il paziente non è
più padrone di nessuna delle sue funzionalità vitali.
Nello stato vegetativo non esiste più la coscienza di sé ne una consapevolezza
benché minima dell'ambiente che lo circonda, vi sono anche gravi danni alla corteccia
cerebrale.
Nell'ultimo livello si ha la morte cerebrale, in cui l'elettroencefalogramma è
piatto, non si registra nessuna funzione motoria, il ciclo sonno-veglia è assente, non si ha
più la coscienza del se e dell'ambiente circostante, i sensi non rispondono più a
nessuna sollecitazione, in questo quadro la persona è clinicamente deceduta.
Le cause che possono portare al come sono molto numerose, in primis vi sono le malattie metaboliche,
che possono portare ad un quadro di intossicazione grave di tutto l'organismo, in cui a soffrirne
maggiormente è il sistema nervoso, come può accadere con il diabete, con alcune malattie
renali, malattie al fegato e altre, possono essere responsabili anche intossicazioni da
alcol, etere, cloroformio, funghi velenosi, sedativi, malattie dell'encefalo, emorragie cerebrali,
epilessia, tumori, traumi cranici e malattie infettive. Qualunque ne sia la causa, il coma
esprime sempre una grave sofferenza del sistema nervoso centrale (cervello).
Il coma può insorgere improvvisamente o instaurarsi lentamente, e come detto sopra può essere di grado variabile, con attenuazione o scomparsa del tutto delle attività riflesse, a questo vi si possono associare altri problemi in base alla causa e alla natura che ha portato allo stato comatoso. Spesso rappresenta lo stadio finale di diverse malattie, altre volte può essere solo un fenomeno transitorio che regredisce senza lasciare alcuna traccia sul paziente o con danni permanenti in base al danno cerebrale. Più la situazione comatosa si protrae, più il rischio di riportare danni permanenti aumenta e le possibilità di risveglio si riducono.
La diagnosi del coma si effettua con una scrupolosa anamnesi, un esame clinico approfondito, con gli esami del sangue, delle urine e a volte con l'esame del liquido cefalorachidiano. Per valutarne la sua gravità si usa la scala di Glasgow, che valuta la risposta agli stimoli degli occhi, della risposta verbale e della risposta sensoriale.
La terapia nel coma è d'urgenza, con misure in primo luogo per controllare l'attività circolatoria e respiratoria, affinche i tessuti mantengano una adeguata ossigenazione, e poi si mira a curare la causa che ha portato a questo stato.