Il tetano è una grave malattia infettiva, non è contagiosa, viene provocata dal batterio Clostridium tetani, che prolifica in assenza di ossigeno, quindi è anaerobico. Le spore di questo microrganismo, nel terreno possono sopravvivere anche per anni, esse penetrano nell'organismo attraverso le ferite, quindi molto pericolose sono quelle sporche di terriccio o con corpi estranei. Il batterio non invade i tessuti, ma produce una tossina molto dannosa che raggiunge i centri nervosi del midollo spinale attraverso il sistema linfatico.
La malattia si manifesta dopo un periodo di incubazione di una o due settimane, la neurotossina agisce bloccando gli impulsi nervosi che normalmente provocano il rilasciamento dei muscoli, tanto da provocare un irrigidimento e una contrattura spastica, detta tetania, che porta ad una paralisi spastica. All'inizio si ha irrequietezza, mal di testa, scosse muscolari con rigidità, stitichezza, tensione muscolari con crampi, contrattura dei muscoli adiacenti alla ferita, rigidità nucale, tachicardia, difficoltà a deglutire e ansia, la febbre non è molto alta, tranne nei casi che si rivelano mortali. Quando sopraggiunge la morte, può essere provocata da complicazioni come ritenzione urinaria, insufficienza respiratoria, infezioni polmonari e altre, specialmente nella prima settimana e mezza. Quando la malattia evolve favorevolmente, i sintomi iniziano progressivamente a diradarsi.
La diagnosi del tetano è su base clinica, con un'attenta anammessi dei sintomi e visita del paziente, in quanto non esistono esami o test di laboratorio per comfermarla.
La terapia per il tetano è sintomatica, in quanto non è possibile neutralizzare l'azione della tossina che si è già legata alle cellule nervose, comunque il siero antitetanico e la disinfezione accurata della ferita con assunzione di antibiotici, sono importanti per evitare la fissazione della tossina alle cellule nervose. Il paziente che mostri già i primi sintomi è opportuno che stia sotto controllo medico per aiutarlo nel superare le eventuali complicazioni. Nel caso si sa con certezza che la persona è stata vaccinata in precedenza, va effettuata una dose di richiamo del vaccino, se sono trascorsi tra i 5 e i 10 anni, mentre non è necessario se sono passati meno di 5 anni. In caso non si è proprio vaccinati o non si sappia con certezza, va fatta la prima dose di vaccino con seconda dose dopo 6 settimane e terza dose dopo 6-12 mesi.