La febbre da pappataci, anche detta febbre dei tre giorni, è una malattia infettiva acuta provocata dal virus Arthropod borne virus, viene inoculata all'uomo dalla zanzara, precisamente il pappatacio (Phlebotomus papatasii), da cui prende il nome. E presente nel bacino del Mediterraneo, nei paesi tropicali e nel Mar Nero, specialmente nei mesi di maggiore calura, può provocare anche epidemie.
La febbre da pappataci si manifesta, dopo un periodo di incubazione massimo di 6 giorni, con febbre elevata fino anche ai 40°C, dolori muscolari, brividi, mal di testa, cefalea, vertigini, astenia, malessere generalizzato, nausea, vomito e dolori articolari; il viso appare gonfio, con occhi dolenti e congiuntive arrossate, dopo 3 giorni la febbre si abbassa rapidamente ma comunque il paziente avverte una certa stanchezza per altre 2 o 3 settimane, con possibilità di ricadute.
La malattia si diagnostica con un attenta anammesi e un esame obiettivo del paziente, come anche con esami specifici.
La terapia è farmacologica e mira a contrastare i sintomi che danno più noia.