L' AIDS, Acquired Immuno-Deficiency Syndrome (sindrome da immunodeficienza acquisita), è una malattia infettiva indentificata nel 1979, che in breve tempo ha raggiunto le dimensioni di una epidemia, tuttora in corso. Si caratterizza per una grave depressione e compromissione del sistema immunitario, a causa dell'infezione del virus HIV (Human Immunodeficiency Virus), di cui ve ne sono due tipi, HIV1 e HIV2, questo virus è debolmente contagioso e nell'ambiente esterno è poco resistente; si trova nel sangue, nello sperma, nel liquido vaginale e nel liquido pre-eiaculatorio, si trasmette solo con il contatto diretto di sangue o sperma. Oggi nel mondo la modalità di trasmissione più diffusa è proprio quella per via sessuale, sia attraverso rapporti eterosessuali che omosessuali, ciò avviene a causa delle piccolissime microlesioni dei genitali che si verificano durante ogni rapporto, ancora più a rischio sono i rapporti anali; la malattia può essere trasmessa anche da madre a figlio, durante la gravidanza o il parto, ciò avviene nel 20% dei casi in cui la mamma ne è affetta, come anche molto a rischio sono i tossicodipendeti a causa dello scambio di siringhe. L'HIV è un retrovirus, cioè ha l'RNA che poi viene trascritto in DNA all'interno delle cellule che invade, qui può rimanere silente o divenire attivo, esso infetta prevalentemente solo cellule del sistema immunitario, come i linfociti e i macrofagi. Una volta che si contrae il virus e si sviluppa la malattia, si diventa sieropositivi, il tempo che intercorre tra la contrazione del virus e lo sviluppo della malattia è molto variabile, va da un mese fino a 7 o 8, anche se nella maggior parte dei casi si sviluppa già nel primo mese. Si può essere sieropositivi per anni, pur non sviluppando nessun sintomo della malattia, per poi comparire in modo graduale o improvviso. E una patologia molto grave perché va ad indebolire e poi a distruggere il sistema immunitario, quindi porta l'organismo ad essere esposto, senza nessuna difesa, a ogni infezione e malattia, anche le più banali possono essere gravi per una persona ammalata; i primi che attacca sono i linfociti T4, molto importanti perché sono implicati in quasi tutte le risposte del sistema immunitario.
Nella metà dei casi, dopo 6-8 settimane dal contagio, si hanno dei sintomi simili ad una influenza, come mal di gola, debolezza, astenia, aumento del volume dei linfonodi, raramente poi evolve in modo continuo verso un grave deficit immunitario che può essere mortale, di norma invece tutto rientra nella normalità senza nessun trattamento. In questo stadio, nel sangue della persona infetta, ancora non si riscontrano gli anticorpi contro il virus HIV, però possono già contagiare altre persone, compariranno verso il terzo mese senza nessun segno clinico apparente, e sarà così per parecchi anni. Questo periodo di latenza è molto variabile da soggetto a soggetto, in parte è anche legata al ceppo del virus, visto che stiamo parlando di un virus che muta molto velocemente, ed ha già diverse varianti. Di media la latenza è di 8 anni, quando poi la malattia si manifesta si hanno complicazioni infettive e a volte anche tumorali, come manifestazioni autoimmuni (trombocitopenia da autoanticorpi) che portano a porpora o ipergammaglobulinemia, si possonbo avere indufficienze midollari, infezioni gravi o croniche da comuni germi facilmente contrastabili da un fisico non infetto, le più frequenti sono la tubercolosi, la toxoplasmosi, le candidosi, le pneumocistosi, le criptococcosi e altre. Frequente si ha la diarrea cronica o comunque che si presenta spesso, un dimagrimento a volte grave da sfociare in cachessia; come tumori si possono sviluppare il sarcoma di Kaposi e i linfomi di tipo B. Nessuna prognosi può essere fatta con certezza in quanto non si sa mai con una certa certezza come evolve la malattia, si può solo valutare il rischio di complicazione in un determinato momento.
La diagnosi si effettua tramite gli esami del sangue, in cui si ricerca la presenza di anticorpi anti-HIV, la loro presenza comunque indica solo la presenza del virus e non la malattia conclamata, indica solo la sieropositicità, per diagnosticare anche la malattia è necessario che la persona abbia contratto malattie opportunistiche o sia portatore di encefalopatia da HIV o altre patologie usuali.
Contro l'AIDS vi sono molti farmaci che rallentano o attenuano di molto la malattia, tanto da consentire ai malati una vita pressoché normale, ma ancora non si è trovata una cura definitiva o un vaccino, in quanto vi sono diversi ceppi e i più mutano anche nell'organismo umano. I farmaci più efficaci sono l'AZT, la Didanosina, la Zalcitabina, gli inibitori della proteasi e contro le infezioni opportunistiche vengono impiegati a volte gli antibiotici e gli antfungini. E stato dimostrato che la combinazione di più farmaci risulta più efficace, quindi si usa in genere un cocktail di tre farmaci, che riduce la carica virale e migliora la compromissione del sistema immunitario.