La mastite è un'infiammazione del seno che insorge maggiormente durante l'allattamento, cioè quando la ghiandola mammaria è più stimolata, è provocata da batteri come lo stafilococco e lo streptococco che penetrano nella mammella attraverso ragadi, piccole ferite o escoriazioni del capezzolo, dopodiché si propagano attraverso i dotti galattofori e le vie linfatiche; la mastite può essere acuta o cronica.
La mastite acuta si manifesta con febbre, dolore che si acuisce durante la succhione del nascituro (poppate), tumefazione in loco e comparsa di una secrezione purulenta dal capezzolo. La mastite cronica può manifestarsi come conseguenza di una mastite acuta non del tutto guarito o sopraggiungere da sola però sempre con i sintomi molto attenuati, anche in questo caso i responsabili sono i germi e i virus. In caso la situazione non si risolve abbastanza rapidamente può subentrare un ascesso mammario, cioè una raccolta di materiale purulento nella ghiandola mammaria, in questi casi il dolore e la tensione sono molto più forti fino a poter arrivare alla possibile fistolizzazione.
La diagnosi si fa con una attenta anamnesi da parte del medico e con un esame obiettivo della zona.
Per prevenire una eventuale insorgenza della mastite andrebbe fatta una buona profilassi che consiste in una accurata igiene della mammella; in caso sia sopraggiunta lo stesso la terapia è a base di antibiotici, in caso di ascesso mammario si procede all'incisione chirurgica per drenare il materiale purulento formatosi. Utile risulta far ricorso al tiralatte durante l'allattamento, per ridurre la congestione del seno.