L'annessite è un'infiammazione genitale femminile, precisamente dell'ovaio, della tuba e degli annessi uterini, può essere acuta o cronica. Le annessite rappresentano il 30% delle malattie ginecologiche, e la zona dove si localizza con maggiore frequenza è la salpinge. La malattie è provocata da infezioni di germi o batteri, come il gonococco (responsabile della blenorragia), lo streptococco, lo stafilococco e altri, che raggiungono le tube e l'ovaio attraverso varie vie, come dalla mucosa uterina, dal sangue o dal sistema linfatico. L'annessite acuta in genere è provocata da batteri che giungono da infezioni locali genitali o urinaria, o anche dall'esterno come rapporti sessuali, aborti o parti. Quando l'infezione è provocata da infezioni puerperali in genere compare due o tre settimane dopo il parto o l'aborto, in caso è dovuta alla blenorragia dopo pochi giorni dalla fase acuta di quest'ultima. Questo porta all'occlusione del lume tubarico, che può far estendere l'infiammazione all'ovaio corrispondente e al peritoneo. Se si occludono entrambi i lumi tubarici, l'essudato infiammato ristagna nella tuba, che quindi si dilata (sactosalpinge). Il tipo di lesione della tuba dipende dal tipo di batterio che l'ha causata, se il gonococco porta ad una intensa essudazione nel lume tubarico, gli altri germi tendono ad invadere maggiormente la muscolatura tubarica, portando ad un notevole ispessimento della parete tubarica. Sempre però le tube sono gonfie, deformate e arrossate, se l'infezione interessa anche il peritoneo, possono anche formarsi aderenze con l'ovaio, l'utero o il peritoneo pelvico. Queste aderenze rimangono anche dopo che la malattia si è risolta e possono portare a sterilità. Le annessiti croniche si caratterizzano per alterazioni a carico della tuba e dell'ovaio, spesso da entrambi i lati, specialmente nella prima dove a causa dell'occlusione si raccoglie l'essudato infiammatorio. Quando questo essudato è di materiale purulento, si parla di piosalpinge, la tuba appare tumefatta, deformata, legata da aderenze agli organi vicini, specialmente all'ovaio, che a sua volta viene coinvolto nell'infezione. La mucosa e la muscolatura sono molto infiammate, nel lungo periodo l'essudato che si è raccolto nella tuba viene riassorbito e sostituito da un liquido sieroso privo di germi (idrosalpinge). In altri casi l'annessite cronica provoca un ispessimento della parete della tuba, il lume tubarico si ostruisce a tratti e quindi assume l'aspetto di una corona di rosario, con tanti piccoli rigonfiamenti (salpinge nodosa).
L'annessite acuta da dolori gravativi e forti tipo coliche, ad insorgenza improvvisa e può essere localizzato ad uno o entrambi i lati della fossa iliaca (addome basso), a seconda se è colpita una tuba o entrambe; da febbre, che può anche essere elevata per brevi periodi, e perdite di muco dai genitali, specialmente se si instaura anche una cervicite o una endometrite. Nell'annessite cronica i sintomi non sono molto intensi, i dolori sono intermittenti con recrudescenze episodiche, che aumentano di intensità in seguito a sforzi fisici e diminuiscono con il riposo, si intensificano anche nei giorni precedenti le mestruazioni, può portare anche ad irregolarità nel ciclo mestruale, con menorragia e polimenorrea, o amenorrea; sul lungo periodo può portare a sterilità. Vi si possono associare anche sintomi come: malessere generale, mancanza di appetito e altri più blandi, con perdite vaginali giallastre, uretriti e cistiti.
La diagnosi si fa con una attenta anamnesi da parte del medico e con un esame obiettivo della zona.
L'annessite acuta si cura con il riposo a letto e con la somministrazione di antibiotici, antinfiammatori e sulfamicidi, con l'integrazione di analgesici e sedativi se il dolore ha una certa importanza. Non sempre anche se si guarisce, i germi vengono debellati completamente, questi possono portare a riacutizzazioni future o all'annessite cronica. Nei casi più gravi è necessario ricorrere all'intervento chirurgico; anche le cure termali a volte danno buoni risultati.