La Sindrome di Sjogren è una malattia infiammatoria cronica, autoimmune, si manifesta come una cheratocongiuntivite e una stomatofaringolaringite secca (xerostomia), viene anche detta sindrome sicca. Sono processi infiammatori cronici delle ghiandole esocrine, con insufficiente o completa assenza di produzione ghiandolare; ciò è una conseguenza di fenomeni autoimmunitari che si caratterizzano per un'infiltrazione linfocitaria delle ghiandole esocrine. In un terzo dei pazienti si hanno anche manifestazioni extraghiandolari sistemiche, la sindrome di Sjogren può essere primaria, se è isolata, o secondaria, se si associa al altre malattie del tessuto connettivo. Colpisce prevalentemente le donne tra i 40 e i 45 anni.
Il sintomo più comune è la secchezza delle fauci (xerostomia), con un certo aumento di volume della ghiandola parotide, si ha anche secchezza oculare, ed anche a volte un certo interessamento polmonare, anche se raramente di una certa importanza clinica. A volte a livello renale si può avere una nefrite interstiziale, oltre che orticaria, porpora e ulcerazioni di natura vasculitica. Alle volte compaiono sintomi neurologici come: mielite trasversa, emiparesi, convulsioni, deficit sensoriali, parestesie, disturbi motori e interessamento del nervo trigemio. Il suo decorso è cronico e benigno.
La malattia si diagnostica dai sintomi, per avere la certezza della malattia si devono avere almeno due tra queste manifestazioni cliniche: artrite reumatoide, xerostomia e cheratocongiuntivite secca.
La terapia si attua con cortisonici e farmaci immunosoppressori, associati a trattamenti locali per alleviare i sintomi e le conseguenza della secchezza oculare, delle fauci e delle mucose.