Artrite reumatoide

Che cos'è e probabili cause

L'artrite è un'infiammazione a carico delle articolazioni, può essere acuta o cronica, a loro volta si distingue in infettiva, se è determinata da germi patogeni, e reumatoide se è determinata da reumatismo. L'artrite reumatoide è una malattia a decorso cronico e progressivo nel tempo, che interessa le articolazione provocando gravi deformazioni. Le cause sono ancora poco conosciuta, può interessare anche il sistema nervoso, l'apparato respiratorio (pleurite), l'apparato cardiocircolatorio (pericardite e miocardite) e il sangue (anemia). Alla base c'è un errore del sistema immunitario che attacca i tessuti articolari, producendo infiammazioni che li danneggiano. L'infiammazione parte dalla membrana sinoviale che muta le sue forme fino a diventare il cosiddetto panno sinoviale che invade lo spazio circostante impedendo i movimenti e danneggiando la cartilagine, attaccata anche dagli enzimi prodotti durante l'infiammazione. Le donne in generale sono più colpite degli uomini, anche se il perché di questo non è chiaro.

Sintomi

La patologia all'inizio colpisce le mani, si manifesta con la tipica rigidità mattutina, con elezione simmetrica dell'articolazione (sono colpite entrambe le mani, le ginocchia ecc.). Le articolazioni si presentano tumefatte, arrossate, calde e dolenti. Con il tempo la sintomatologia peggiora, arrivando anche a deformazioni e a un coinvolgimento diretto delle ossa con l'osteoporosi. Non di rado compaiono anche tendiniti e comparsa di noduli sottocutanei.

Diagnosi

La malattia si diagnostica con esami come il VES, il PCR e dalla ricerca del fattore reumatoide, un anticorpo che è presente in circa il 75% dei malati.

Come si cura - Terapia

L'artrite reumatoide si cura con i cortisonici per via orale, per infiltrazione locale o per via sistemica, in genere per via endovenosa per pochi giorni, e con antinfiammatori. Per intervenire sui meccanismi della malattia si usano diversi farmaci, alcuni dei quali hanno purtroppo effetti collaterali, fra i meno tossici sono da citare la sulfasalazina e gli antimalarici (clorochina e idrossiclorochina), utilizzati nelle forme lievi. I sali d'oro, la penicillamina e la ciclosporina possono dare problemi renali. Il farmaco forse più usato è il methotrexate, somministrato settimanalmente, a volte associato all'assunzione quotidiana di azatioprina. La medicina sta testando nuovi farmaci che danno risultati incoraggianti.

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