La bronchiectasie è una dilatazione irreversibile di un tratto dell'albero bronchiale, può essere congenita, cioè presente fin dalla nasciata, o acquisita, cioè provocata da altri problemi come neoplasie, ascessi polmonari e altro. Spesso insorge anche come conseguenza dei colpi di tosse nella bronchite e nella pertosse, o anche a seguito di patologie infiammatorie a carico dei polmoni, dei bronchi o anche della pleura.
La bronchiectasie insorge in modo subdolo e lento, nella fase iniziale i sintomi sono lievi e intermittenti, in questa fase si può avere una tosse lieve, specialmente al mattino, con scarsa espettorazione, aggravata dal freddo e dall'umidità. Successivamente i sintomi si aggravano e diventano più costanti, con comparsa sovente di astenia, debolezza generale, febbre, anemia e dimagrimento; in questa seconda fase la tosse è più forte con emottisi (sangue con i colpi di tosse) ed anche l'espettorato è più abbondante, quest'ultimo può avere un aspetto purulento ed emanare cattivo odore. Col tempo la malattie progredisce e si può avere l'ascesso polmonare, pneumotorace spontaneo secondario, broncopolmonite e polmonite; conseguentemente si instaura una fibrosi del tessuto polmonaree con conseguente perdita di funzionalità, che col tempo porta ad una ipertrofia del ventricolo destro.
La malattia si diagnostica la TAC e l'esame broncografico, oltre che con la visita clinica e l'anamnesi dei sintomi.
La terapia è essenzialmente chirurgica e in alcuni casi vi è anche la somministrazione di antibiotici.