Il morbo di Crohn è una patologia intestinale poco diffusa, colpisce maggiormente nei paesi occidentali tra i 20 e i 40 anni, interessa nella maggior parte dei casi il tratto terminale dell'ileo, ma può colpire qualunque tratto del tubo digerente, le cause della sua insorgenza sono ancora sconosciute.
La parete di un segmento intestinale colpito si presenta infiammata e ispessita, con perdita della naturale lucentezza, così il tratto intestinale diviene rigido, poco elastico e con un graduale restringimento del lume, tra il tratto malato e un tratto sano la distinzione è netta, porta ad ulcerazioni ed a fistole entero-enteriche. I sintomi insorgono subdolamente e variano in base al tratto che ne è colpito, in genere inizialmente si ha diarrea con feci molli, dolore vago all'addome e facile affaticabilità, con possibile presenza di nausea, vomito ed anoressia. Man mano che si aggrava i dolori si fanno più forti e il lume intestinale si restringe di più, e quindi si possono avere fenomeni di occlusione intestinale alternati a diarrea. Alle volte è proprio l'occlusione intestinale il primo sintomo della malattia, con chiusura dell'alvo alle feci e ai gas, dolori intensi, nausea e vomito, a cui si alterna la diarrea e stipsi ostinata. In generale i dolori sono crampiformi o parossistici, nel quadrante inferiore o inferiore-destro dell'addome. Se ad essere interessato è il colon, i sintomi caratteristici sono dolori addominali e diarrea, con compromissione dello stato generale, dimagrimento e anemia, con possibile ostruzione intestinale e formazione di fistole con ascessi con il proseguio della malattia.
Il morbo di Crohn si diagnostica con la radiografia e in alcuni casi con la colonscopia, oltre ovviamente che con la visita medica e l'anamnesi dei sintomi.
La terapia è essenzialmente farmacologica, con l'ausilio di misure dietetiche, in caso di mancata risposta alle terapie o di occlusione si procede per via chirurgica alla resezione del tratto intestinale colpito o comunque allo sblocco del tratto bloccato.