La colite o colon irritabile è una malattia che si caratterizza per un processo infiammatorio a carico dell'intestino e quindi del colon, può essere anche circoscritta ad un tratto più breve, può essere primitiva, se la causa è da ricercare nel colon, o secondaria se è la conseguenza di altre malattie site in altri distretti del corpo. Il processo infiammatorio che si instaura può determinare, sia esso acuto o cronico, delle lesioni sulla parete dell'intestino, essudazioni di muco, ulcerazioni, granulomi e altre problematiche. Può insorgere per svariati motivi, a causa di batteri, miceti, protozoi, matazoi, stress o comunque disturbi come ansia o depressione, squilibri nella frora intestinale e c'è da dire che spesso non si riesce a risalire alla causa vera e propria della sua comparsa. Il colon irritabile si può manifestare sia in modo acuto che protraendosi nel tempo in modo cronico.
La colite acuta di solito indorge improvvisamente con dolori addominali crampiformi e irregolarità
nella defecazione, di solito il dolore accompagna o precede la defecazione per scomparire subito
dopo, come anche si può avere il bisogno impellente di svuotare l'intestino senza che ciò accada,
quando l'infiammazione interessa anche il retto. Se l'infiammazione interessa la parte destra del
colon si avranno feci liquide e gialline, mentre se interessa la parte sinistra si avranno delle
feci più formate, senza residui alimentari; sempre però vi è la presenza di muco e globuli
bianchi. In genere le condizioni generali della persona affetta sono buone, quando la malattia
si risolve in pochi giorni, altrimenti si può andare incontro a tachicardia, disidratazione,
ipotensione, lingua secca e altri sintomi sempre da correlare alla disidratazione.
La colite cronica invece può insorgere gradualmente o far seguito ad una colite acuta,
il sintomo che si riscontra spesso è l'irregolarità nelle evacuazioni, spesso associate con l'assunzione
di alimenti freddi e verdure. Le feci in questo caso si presentano quasi sempre con
molto muco, di consistenza poltacee o liquide. Si ha presenza anche di dolore in concomitanza con le
evacuazioni, in una parte o in tutto l'addome, se la situazionepersiste si possono
instaurare disturbi psichici di natura depressivo-ipocondriaca. In tutte vi possono essere più
o meno presenti sintomi come movimenti intestinali, aerofagia, borbottii addominali, malessere
diffuso, difficoltà digestive e sintomi vaghi a carico dell'addome.
Il medico non ha difficoltà a diagnosticare il colon irritabile anche con una semplice anammesi accompagnata da una visita manuale, in quanto dai sintomi descritti dal paziente e dalla palpazione dell'addome (spesso risulta dolorante e contratto in alcuni punti) riesce a formulare la diagnosi agevolmente.
Nelle forme acute è importante stare a riposo e seguire una dieta liquida per alcuni giorni, con un ritorno all'alimentazione normale in modo graduale, nelle forme croniche si devono evitare sempre cibi piccanti, spezie in abbondanza, fritture e grassi; utili sono la carne bianca, il riso bollito il pesce a vapore o sempre bollito e come frutta sono indicate le mele, bandito assolutamente l'alcol. Se i movimenti intestinali sono forti e dolorosi, utili possono risultare i farmaci che inibiscono la peristalsi e nei casi in cui il dolore risulta poco sopportabile si ricorre ad antidolorifici adatti. Nelle forme provocate da batteri o altri microrganismo si devono debellare in primis queste cause.