La colecistite è una infiammazione della colecisti, è dovuta a germi che vi si insediano attraverso altri distretti corporei, si distingue in acuta e cronica; l'acuta colpisce maggiormente le donne tra i 30 e i 50 anni. Sono dovute per la maggior parte ad un calcolo che ostruisce il dotto cistico e quindi la bile rimane intrappolata nella cistifellea, che insieme ai sali biliari vanno ad irritare le pareti, anche se quelle acute si palesano frequentemente anche in assenza di calcoli.
La colecistite acuta si manifesta con dolore al quadrante superiore destro dell'addome, che a volte si irradia alla spalla o alla scapola, con aumento progressivo dell'intensità e presenza di nausea e flatulenza. L'addome si presenta irrigidito, con dolore alla palpazione, spesso vi si associa anche la febbre. Nelle forme catarrali i sintomi sono molto più accentuati, il dolore si fa violento, la febbre può raggiungere anche i 40 gradi e il malessere diviene generale.
La malattia si diagnostica con l'ecografia epatica, che mostra l'eventuale calcolo o anche l'ispessimento delle pareti della colecisiti; come anche si ricorre alla colescintigrafia.
La terapia è essenzialmente farmacologica, mira a contrastare l'infiammazione con antibiotici ed epatoprotettori, alle volte in un secondo momento si ricorre all'intervento chirurgico per risolvere il problema, specialmente quando è di origine ostruttiva.