I calcoli biliari o calcolosi biliare è una malattia provocata dalla presenza di calcoli nella colecisti (colelitiasi) o nei dotti (vie) biliari; di solito si manifesta nell'età adulta con una prevalenza per il sesso femminile, spesso si mette in relazione con delle abitudini alimentari scorrette. I calcoli possono essere uno o molti di più, e possono avere grandezze che vanno dai granelli di sabbia ad un uovo, sono composti da colesterina o bilirubinato di calcio, o anche da tutti e due. A causa della loro presenza può subentrare uno stato infiammatorio detto colangite, ma spesso non si riscontra nessun sintomo, dobbiamo ricordare che è una patologia molto diffusa, addirittura circa il 10% della popolazione, spesso inconsapevolmente proprio a causa della mancanza di sintomi o disturbi. La loro formazione è dovuta ad una concentrazione troppo alta di colesterolo e altri composti che i sali biliari non possono tenere in soluzione, che provoca la loro precipitazione sotto forma di cristalli che a loro volta si aggregano intorno ad un nucleo che può essere di batteri, muco o pigmenti biliari. Alcune volte le cause della calcolosi biliare sono da imputare ad una dietà sregolata, all'obesità, al diabete, ad una dieta ipercalorica, quindi all'eccessiva ingestione di alimenti con molte calorie, ad una dieta povera di fibre, quindi di frutta e verdura, al colesterolo e ai trigliceridi alti e ad alcuni farmaci che stimolano la secrezione della bile.
Con la calcolosi biliare si possono avere disturbi digestivi, sonnolenza, gonfiore addominale, mal di testa dopo i pasti, eruttazioni amarognole, rigurgiti alimentari dopo i pasti, specie se ricchi di grassi, dolore al fianco destro e stitichezza; il sintomo più specifico sono le coliche biliari, che si ha quando uno o più calcoli migrano dalla colecisti al dotto cistico o al coledoco, che fa aumentare la pressione all'interno delle vie biliari tale da provocare il dolore, che aumenta e si attenua di intensità, nel quadrante superiore destro dell'addome; esso si piò irradiare alla spalla, al dorso, alla scapola o al braccio destro. Quando il dolore passa non significa che l'ostruzione sia terminata, anzi se ciò continua si può andare incontro ad ittero ostruttivo. Le coliche è difficile che si presentino nei pazienti che non lamentano nessun sintomo, e decresce man mano negli anni dalla prima diagnosi. Se non viene curata si può andare incontro ad una infiammazione cronica, ad un ingrossamento della colecisti, se i calcoli arrivano nell'intestino, specialmente se sono grandi, si può avere un'ostruzione intestinale (ileo biliare), ittero o addirittura pancreatite acuta o cronica se il rigurgito di bile va nel dotto pancreatico.
Il medico redige la diagnosi ascoltando i sintomi descritti dal paziente e con opportune indagini come l'ecografia, la radiografia, l'ERCP, la colecistografia e altri, come ad esempio quando il calcolo si trova nel coledoco si ricorre alla TAC.
Spesso nelle forme lievi, moderate o comunque non complicate, la terapia riesce a controllare a lungo la sintomatologia e anche a far regredire i calcoli fino a farli scomparire, ma a volte è necessario intervenire chirurgicamente per asportarli e rimuovere o reintegrare i tratti ammalati, poi ovviamente si devono rimuovere le cause della loro formazione per evitare che si ripresentino in futuro. Alla chirurgia si ricorre solo quando il dolore della colica non accenna a diminuire o comunque vi sono segni di colecistite o colangite, si tenta quando possibile di programmare l'intervento e solo nei casi estremi si interviene chirurgicamente d'urgenza.