Le varici o vene varicose sono una malattia che provoca una dilatazione e uno sfiancamento di alcune vene, maggiormente colpite sono quelle superficiali e quelle degli arti inferiori. Le cause sono da imputare all'obesità, ad una eccessiva fragilità dei vasi di origine genetica, al tempo eccessivo passato all'impiedi e alle gravidanze. Una volta che la vena si sia sfiancata tende a peggiorare.
Nelle varici si può avvertire del dolore all'arto interessato e senso di pesantezza sempre allo stesso che aumenta stando in posizione eratta con a volte anche gonfiore alle caviglie e problemi alla cute nella zona interessata, a causa delle continue piccole emorragie. Di solito i sintomi si attenuano stando sdraiati e peggiorano alla fine della giornata. Le complicanze più comuni sono le ulcerazioni a livello delle caviglie, le flebiti, infiammazioni dell'endotelio (il tessuto di rivestimento dei vasi sanguigni, costituito da cellule molto appiattite, derivate dal mesenchima) e le tromboflebiti, con la formazione di trombi all'interno della vena, veri e propri grumi di piastrine, fibrina e globuli rossi.
Si diagnosticano facilmente in quanto si vedono visivamente sotto la pelle con un colorito scuro bluastro e spesso si rigonfiano.
La prevenzione è di fondamentale importanza e si muove su due fronti: uno generale, per assicurare il buono stato dell'apparato vascolare e una buona tenuta delle pareti venose, con le avvertenze di tenere sotto controllo il peso corporeo, la pressione, la glicemia, il colesterolo e i trigliceridi, evitare il fumo e ridurre l'alcool, e uno specifico per impedire o ridurre situazioni a rischio. Per esempio, nel caso di lavori che richiedono a lungo la posizione eretta, si può interrompere la posizione immobile sollevandosi sulle punte dei piedi, oppure le donne possono indossare calze a compressione graduata che facilitano il ritorno venoso, in quanto una delle cause di questa patologia è proprio il ristagno venoso con conseguente aumento della pressione che sfianca la vena. La terapia delle varici è inizialmente conservativa, con l'adozione di uno stile di vita più sano e la somministrazione di principi attivi in grado di diminuire i sintomi più fastidiosi, come il senso di pesantezza alle gambe, i crampi notturni e il prurito alle gambe. I casi più seri sono trattati chirurgicamente, con la legatura e la rimozione delle safene (le due vene sottocutanee degli arti inferiori).