L'ipertensione arteriosa è un aumento permanente della pressione del sangue nelle
arterie al di sopra dei valori considerati normali che sono 120-130 mm di Hg per la
sistolica (pressione cosiddetta massima è quando il cuore si contrae per spingere il sangue
nelle arterie) e 70-80 mm di Hg per la diastolica (pressione cosiddetta minima è quando
il cuore si rilascia per riempirsi di sangue). Si considera ipertensione quando la
sistolica supera i 150 mm di Hg e la diastolica i 90 mm di Hg, importante è soprattutto
la minima (diastolica) in quanto essa esprime un aumento delle resistenze del circolo
periferico e dipendono soprattutto da essa le lesioni che si hanno nei vari organi e
tessuti se lo stato ipertensivo si prolunga per troppo tempo.
Un aumento della pressione sistolica deve essere presa con una certa cautela perché
può dipendere da svariati fattori quindi è molto più importante per la valutazione
dell'ipertensione la valutazione della pressione minima. I valori pressori possono
talora raggiungere valori assai elevati rispetto alla pressione che dovrebbe essere
normale, fino a poter arrivare 300 mm per la massima e 150 per la minima. Comunque
una pressione ottimale dovrebbe essere inferiore a 130 mm per la massima e inferiore a
85 per la minima; la massima fra 140 e 160 e la minima fra 90 e 100 viene considerata
ipertensione lieve; oltre 160 per la sistolica e 110 per la diastolica parliamo di
ipertensione moderata fino a poter arrivare ad una ipertensione grave se si superano
i 180 per la massima e i 115 per la minima.
Nella maggior parte dei casi non si riesce a capire il motivo dell'ipertensione arteriosa, solo
nel 20% dei casi è il sintomo di una malattia; le malattie che possono far alzare la pressione
sono varie come problemi renali bilaterali o monolaterali (glomerulonefrite acuta, subacuta e
cronica, pielonefrite cronica, tumori renali, ostruzioni delle vie urinarie ecc.),
malattie endocrine, policitemia, coartazione dell'aorta, lesioni a carico del sistema
nervoso centrale ecc. ecc. Come detto sopra nella maggior parte dei casi non è collegabile
a nessuna malattia e si parla di ipertenzioneessenziale, le cause della sua insorgenza sono ancora
sconosciute ma probabilmente si instaura per l'azione di vari fattori tra cui alcuni
potrebbero essere ereditari e costituzionali, comunque tende ad aumentare con l'aumentare
dell'età quindi in un soggetto anziano può essere considerata normale una pressione
150 per minima e 90 per la massima. Possono influenzare molto la pressione arteriosa anche
le abitudini di vita, l'alimentazione, il clima, il gruppo etnico di appartenenza e la
psiche della persona (stress e nervosismo non fanno bene alla pressione). Si parla di
ipertensione secondaria se la causa del rialzo pressorio può essere facilmente individuata.
Per arrivare alla conclusione che una persona è ipertesa non basta effettuare una sola misurazione
perchè i valori pressori variano nei momenti della giornata in base a fattori esterni ed
interni, prima di procedere alla misurazione la persona dovrebbe stare 5 minuti
rilassata in un ambiente tranquillo, il bracciale deve essere di proporzioni adeguate e trovarsi
all'altezza del cuore e negli anziani o nei diabetici dovrebbe essere misurata in piedi.
La classica situazione che fa alzare i valori pressori è quando siamo dal medico, è stato
riscontrato che alcune persone quando sono dal medico hanno una pressione più alta del normale
proprio a casua dello stress di essere dal medico e viene detta ipertensione da camice
bianco. Quindi per avere un dato attendibile sul nostro stato pressorio dovrebbero essere
fatte varie misurazioni nell'arco della giornata e stilarne la media.
L'ipertensione se non trattata adeguatamente ha effetti dannosi nel tempo per vari organi e
tessuti del nostro corpo, sul cuore si ha un ipertrofia del ventricolo sinistro che in
seguito si dilata con possibile scompenso emodinamico, inoltre questo aumento del volume
cardiaco alza il rischio di morte cardiaca improvvisa; sul sistema nervoso centrale può
portare a sclerosi vasale, microaneurismi con possibile rottura di vasi e quindi emorragia
intracranica, mal di testa, vertigini, sincope, ma la cosa più pericolosa è che espone ad un
rischio molto maggiore di ictus; sugli occhi può produrre danni ischemici, microaneurismi e
dilatazioni dei capillari, restringimento e sclerosi arteriolare diffusa, tutto ciò porta
ad una diminuzione della vista; sui reni porta ad una progressiva diminuzione della
funzionalità renale fino ad arrivare all'insufficienza renale e sulle arterie provoca
microaneurismi e aterosclerosi.
La sintomatologia dell'ipertensione arteriosa possono essere molto vari, tuttavia in alcuni casi può non dare alcun segno e venire scoperta casualmente. I segni iniziali possono essere una cefalea localizzata soprattuto dietro la nuca che si avverte soprattuto al risveglio al mattino, si possono avere anche vertigini, ronzii, disturbi della vista ed emorragie nasali. Quando l'ipertensione è instabile si manifesta con crisi parossistiche, ci possono essere vampate di calore, arrossamenti alla cute del collo e del volto, cefalea e cardiopalmo. Col tempo si possono avere lesioni delle piccole arterie che vanno incontro ad un processo di arteriosclerosi, a sua volta delle lesioni che progressivamente si instaurano nei vari organi così da arrivare a danni anche permanenti alla retina, al cuore, ai reni e al cervello. Col passare del tempo si può andare incontro a dispnea (mancanza d'aria) da sforzo, crisi d'asma cardiaco o di edema polmonare acuto. Si possono avere anche infarti del miocardio o sindromi anginose. A livello celebrale si può andare incontro ad emorragia e trombosi e quindi si innalza il rischio di ictus. Compromette la funzionalità renale fino ad arrivare all'insufficienza renale. Una volta diagnosticata l'ipertensione quindi è meglio verificare la funzionalità degli organi che sono stati a rischio di danni con i vari esami strumentali che la medicina ha a disposizione.
La diagnosi è molto semplice, basta un controllo pressorio ripetuto più volte nella giornata anche per alcuni giorni, oltre che dal medico sono disponibili congegni di misurazione automatica per il fai da te anche se alcuni si starano o possono dare risultati lievemente sballati. Per una misurazione più accurata comunque meglio ricorrere al buon vecchio sfigmomanometro.
Se l'ipertensione è lieve si può cercare di farla abbassare semplicemente
cambiando le abitudini di vita, se ciò non sortisce effetti si attua anche una terapia
farmacologica probabilmente da seguire tutta la vita, per le ipertensioni di grado
severo l'unica scelta è la terapia farmacologica che è ben attrezzata per contrastare
questo problema; se l'ipertensione è secondaria ad un altra patologia si procederà
a curarne la causa e dovrebbe rientrare nella norma anche la pressione. La persona
ipertesa comunque in ogni caso dovra eliminare i fattori di rischio e quindi il fumo e tenere
sotto controllo colesterolo e diabete, quindi seguire una dieta sana a basso contenuto
di grassi come quella mediterranea (preferire i grassi vegetali), limitare il consumo
di carne, diminuire il consumo di sale, fare un attività aerobica anche leggera come
una passeggiata per mezzora 4 giorni a settimana, nel caso tutto ciò non sortisca effetti
soddisfacenti il medico prenderà in considerazione approntare una terapia a base
di farmaci. Oggi sono 6 le classi di farmaci maggiormente usate: alfa-bloccanti,
calcioantagonisti, beta-bloccanti, ACE-inibitori, antagonisti periferici recettoriali
dell'angiotensina II e diuretici.
In chi soffre di crisi ipertensive con improvvisi rialzi pressori con la minima
che supera i 120 si dovra intervenire rapidamente per evitare gravi danni al soggetto
e quindi riportargli la pressione rapidamente ad un livello accettabile. In questi casi
si adoperano farmaci sublinguali (sotto la lingua) o per via endovenosa come nifedipina,
clonidina, labetalolo, diazzossido e nitroprussiato.
1 Consumare almeno 3 porzioni di frutta e verdura al giorno.
2 Ridurre il consumo di carne a non più di 3 volte la settimana e preferire quelle bianche come coniglio, pollo e tacchino.
3 Moderare il consumo di sale evitando di aggiungerne alle pietanze perché di solito già ne contengono.
4 Moderare il consumo di alcool, non superare i 2 biccgieri di vino al giorno.
5 Consumare almeno 3-4 volte la settimana pesce fresco che ripulisce le arterie.
6 Moderare il consumo di dolci e bevande zuccherine.
7 Moderare il consumo di formaggi perché sono ricchi di sodio e grassi, preferiamo quelli freschi come ricotta e mozzarella.
8 Preferiamo il consumo di cereali integrali.
1 Controllare frequentemente la pressione arteriosa, deve essere massimo
130/85 nei giovani e 140/90 nei più anziani.
2 Non fumare o limitarsi sotto le 10 sigarette al giorno.
3 Mantenere il proprio peso forma e chi è obeso o sovrappeso raggiungere
il proprio peso ideale.
4 Limitare il consumo di alcolici a non più di 2 bicchieri di vino
al giorno.
5 Ridurre il consumo di sale e comunque non superare i 6 grammi
al giorno( attenzione perché la maggior parte degli alimenti già ne contiene).
6 Aumentare il consumo di frutta e verdura e diminuire quello di grassi
specialmente di quelli saturi contenuti nelle carni rosse.
7 Nei diabetici tenere sotto controllo la glicemia che non deve
superare i 110 mg/dl.
8 Tenere il colesterolo sotto i 200 mg/dl.
9 Fare regolarmente un'attività fisica anche blanda come passeggiare
almeno 4 volte la settimana per 40 minuti.