La flebite è una infiammazione a carico della parete di una vena, è causata da una infezione di germi che vi si impiantano, direttamente dal flusso sanguigno o da un distretto vicino infetto, colpisce principalmente gli arti inferiori.
La flebite porta ad un'alterazione dell'endotelio vascolare, con conseguente formazione di un coagulo di sangue o di un trombo dentro il lume (tromboflebite), che va a ostruire il vaso, in quando aderisce vigorosamente alla parete venosa. Il suo esordio è improvviso, con la localizzazione inziale che interessa un breve tratto, per poi potersi estendere lungo lo stesso vaso sanguigno o estendersi ad altri vasi. Se il vaso interessato è superficiale, si può osservare la comparsa sotto la pelle di un piccolo nodulo arrossato, dolente e duro, con possibile presenza di febbre. Se è interessato un vaso profondo, l'arto appare gonfio, teso, con la cute lucida, dolente e appesantito. Se a venire ostruite sono sia la via venosa profonda che superficiale, il sangue defluisce con ancora maggiore difficoltà, in questo caso l'arto appare gonfio, è dolente e cianotico, con comparsa sulla superficie di bolle contenenti liquido siero-sanguinolento, e se l'ostruzione si estende anche alle vie venose più piccole, l'arto continua a gonfiarsi fino a bloccare anche il flusso arterioso, con conseguente grave cancrena. In qualche caso si può anche avere un distacco di frammenti del trombo con possibili embolie polmonari, anche se non è molto frequente questa situazione.
La diagnosi viene posta tramite la visita medica, lo studio dei sintomi, venografia e l'ecografia doppler; per aumentale l'accuratezza della diagnosi si ricorre anche alla pletismografia.
La terapia è farmacologica, mirante a risolvere lo stato infiammatorio con antibiotici e a migliorare l'eccessiva coagulabilità del sangue con anticoagulanti. Danno sollievo all'arto anche il tenerlo in posizione sollevata e applicandogli impacchi caldo umidi.