L'arterite di Takayasu è un infiammazione cronica di origine ancora sconosciuta, si ipotizza un origine autoimmune o infettiva, che colpisce le grandi arterie come l'aorta e le sue diramazioni, le arterie coronariche e polmonari. La malattia comlpisce soprattuto giovani donne, con un rapporto di 8 a 1 rispetto agli uomini, di solito insorge tra i 15 e i 30 anni, maggiormente colpite rispetto a noi occidentali ne sono le donne asiatiche.
Nella metà delle persone colpite all'inizio di manifesta un malessere generale, febbre, mialgie, artralgie, perdita di peso, sodurazione notturna e stanchezza, non di rado si riscontra anche anemia e un aumento notevole della VES, questa fase iniziale si attenua gradualmente e poi si passa dopo mesi o anni in una fase cronica, in questa fase cronica si hanno modifiche obliterative e infiammatorie dell'aorta e dei suoi rami, nell'altra metà delle persone si manifesta solo la fase cronica della malattia. Quando la malattia evolve ad uno stadio avanzato si possono avere ischemie e aneurismi localizzati, assenza del polso radiale, se vengono colpiti le arterie renali si può avere anche ipertensione nefrovascolare, comunque può arrecare danno a tutto l'apparato cardiovascolare, si possono avere anche sincopi, infarti, perdita di massa muscolare al viso e alle braccia, disturbi alla vista, insufficienza cardiaca, ipertensione, insufficienza aortica, in pochi casi ci può anche essere un ipertensione polmonare.
Spesso la persona presenta polso assente o molto diminuito e pressione arteriosa bassa, nelle arterie parzialmente occluse si possono avere anche soffi vascolari. Comunque i sintomi che fanno sospettare un arterite di Takayasu sono: polso assente o molto diminuito, pressione arteriosa diversa tra due arti simmetrici, ipertensione polmonare e/o nefrovascolare, retinopatia di Takayasu, ispessimento valvore e separazione dei foglietti valvolari, insufficienza cardiaca associata a ad ipertensione, reflusso aortico e cardiomiopatia dilatativa, manifestazioni neurologiche associate all’ipertensione arteriosa e/o ad ischemia come sincope, ictus, vertigini posturali, convulsioni e amaurosi; oltre a questi si possono avere altri sintomi secondari come: ischemia miocardica, dolore della parete toracica, nausea e vomito, eritema nodoso, artromialgie, artrite, dispnea, cefalea e carotidodinia. La malattia si diagnostica con l'eco-doppler, la tomografia computerizzata e la risonanza magnetica che consentono di verificare lo stato dei vasi sanguigni e non esistono test di laboratorio specifici.
In molti pazienti l'arterite di Takayasu non crea gravi complicanze e si può stare bene anche per anni, nella fase acuta la malattia viene curata con farmaci a base di corticosteroidi e/o ciclofosfamide, quest'ultimo principio attivo di solito si usa nelle persone resistenti ai corticosteroidi, questi 2 farmaci sono in grado di diminuire il danno vascolare sul lungo periodo. Oltre a questi si usano anche farmaci specifici per contrastare la tendenza a ostruirsi delle arterie come gli inibitori piastrinici e per combattere l'ipertensione. La chirurgia si applica nelle fasi avanzate della malattia per ristabilire il normale flusso sanguigno nelle arterie occluse, a volte si ricorre all'angioplastica o in alcuni casi di aneurismi arteriosi e aortici anche alla resezione chirurgica. C'è da dire comunque che in un numero abbastanza basso di pazienti le complicanze possono portare anche ad una prognosi infausta.