Nella società consumistica occidentale, l'obesità e il sovrappeso si sono talmente diffusi da divenire una
vera e propria epidemia, e se prima venivano considerati un problema da imputare solo al soggetto
colpitone, che con la sua volontà si credeva potesse risolvere il problema, oggi viene
considerata una vera e propria malattia cronica, che coinvolge vari aspetti medici e
psicologici. La caratteristica più evidente che si ha è un aumento del peso corporeo,
ciò può essere dovuto all'eccessivo ingurgito di cibo, all'usare cibi troppo calorici o
squilibrati, ad una scarsa attività fisica o anche a disfunzioni metaboliche, ciò comporta
un eccessivo accumulo di grassi sottocutanei (tssuto adiposo) che fa aumentare di peso.
In america si stima che il 40% della popolazione è in sovrappeso o obesa, in
Italia non siamo ancora a questi livelli ma quasi, questo ci fa rendere conto della
vastità del problema, oggi esistono varie formule per definire lo stato
di normopeso, sovrappeso e obesità, quella più usata è l'Indice di Massa Corporea, in
inglese Body Mass Indes, che si calcola dividendo il peso in Kg per l'altezza al
quadrato. Di solito una persona normopeso dovredde stare tra 20 e 25, tra 25 e 30 si è
in sovrappeso e superiore a 30 si entra nell'obesità. Questi valori sono validi per le
persone adulte, per i bambini i calcoli variano un po' secondo altri parametri.
Bisogna però fare dei distinguo in quanto non sempre un aumento di pesò vuol dire
obesità o sovrappeso, ad esempio basti pensare agli atleti, che sviluppano molto la
massa muscolare, alle donne in gravidanza o a particolari condizioni fisiche, quindi per
esserne certi bisognerebbe valutare nel dettaglio la composizione corporea di grassi e
massa magra, ciò si può fare con l'impedenzometria. Altra cosa importante è valutare dove
si distribuisce maggiormente il grasso, se addominale, nei fianchi, omogeneo, ciò per meglio
valutare i rischi a cui può andare incontro il paziente e capirne più chiaramente il motivo
di questo stato, perché spesso è dovuto a una ridotta tolleranza ai carboidrati
(Sindrome Metabolica), che fa accumulare i grassi maggiormente a livello viscerale.
L'obesità come detto sopra è un problema complesso che può avere varie cause e di
conseguenza interessare vari aspetti della medicina, vi possono essere una predisposizione genetica,
anche se il gene o i geni responsabili non sono ancora stati individuati chiaramente,
delle disfunzioni ormonali, come quando si altera il funzionamento della tiroide, dell'ipofisi,
delle ghiandole endocrine o delle surrenali, anche se sono responsabili solo del 5% dei
casi di obesità. Le cause maggiori di questa epidemia però sono da ricondurre alle nostre abitudini
alimentari, non dobbiamo dimenticarci che fino a qualche centinaia di anni fa o anche meno l'uomo ha
dovuto sopportare periodiche carestie e ristrettezze alimentari, quindi il fisico si adattava
trattenendo quanti più grassi possibili per poter sopravvivere nei periodi di magra,
oggi con l'abbondanza della nostra alimentazione, spesso anche super calorica, si può arrivare
facilmente ad aumentare di peso visto che in un certo senso è scritto nei nostri geni che
dobbiamo trattenere un po' di grassi per la sopravvivenza, il problema sorge quando questi sono
troppi.
Importanti sono anche i fattori socio-culturali, si è visto che gli individui appartenenti
alle classi più agiate in media sono più alti e magri, ciò è dovuto in parte ad un fattore culturale, in parte
perché possono alimentarsi meglio preferendo cibi come la carne, mentre le classi meno agiate
si cibano di alimenti più economici come i cereali e i grassi. Anche particolari periodi
psicologici o patologie possono portarci ad un aumento di peso, perché il cibo viene visto come
un rifugio su cui scaricare o soddisfare le nostre frustazioni, come per la depressione, lo
stress, l'ansia, la bulimia, l'aver subito un lutto.
Il sovrappeso e in misura maggiore l'obesità sono uno dei maggiori fattori di rischio per la nostra salute, aumenta in modo significativo il rischio di infarto, a tutte le età, di ipertensione, angina pectoris, ictus cerebrale, arteriosclerosi, cancro del colon-retto, colcolosi biliare, peggiora la capacità respiratoria (dispnea), ci si sente affaticati prima, il cuore è in affanno, si possono avere problemi osteo-articolari, mal di schiena, il sistema immunitario si indebolisce, quindi risponde tardi e male alle malattie e alle infezioni, si possono sviluppare con più facilità malattie coronariche e molti altri disturbi più o meno collegati al peso eccessivo. Da non tralasciare neanche le implicazioni psicologiche che ciò comporta, perché spesso ne risente la nostra autostima, specialmente nel rapportarci con gli altri, quindi si possono sviluppare veri e propri disturbi dovuti a questa condizione, come ansia, depressione e scoramento.
In questa patologia (perché a tutti gli effeti lo è), è di fondamentale importanza la
giusta dieta abbinata ad un adeguato movimento fisico, innanzitutto si deve acquisire una
giusta cultura alimentare, cioè sapere gli alimenti che ingeriamo quante calorie contengono e che
nutrienti, perché molte volte non si sa neache cosa si mangia, si dovrebbero eliminare quanto
più possibile i cibi elaborati, come merendine e altri di produzione industriale, quando possibile
evitiamo di prendere i mezzi pubblici o l'ascensore, dedichiamoci a qualche lavoretto in casa,
quando seguiamo delle regole alimentari dobbiamo cercare di seguirle il più
scrupolosamente possibile, i cambiamenti li dobbiamo apportare gradualmente nella nostra
vità, in modo da poter essere seguiti con più facilità e tenuti per sempre, se no come
spesso capitaà alla fine della dietà siamo di nuovo al punto di partenza perché ci si lascia
andare e in pochi giorni si perde tutto quello fatto.
E importante sapere che più di 4 Kg al
mese non si dovrebbero perdere, altrimenti mettiamo a rischio la nostra salute e non diamo
tempo al fisico di adattarsi alle nuove condizioni, non facciamoci trarre in inganno dalla
repentina perdita di peso che si ha in un primo momento, in quanto si tende a perdere solo
liquidi, il vero dimagrimento si ha quando la cosa è graduale, ciò vuol dire che
stiamo bruciando grassi. Grande aiuto si ha svolgendo un'attività fisica, meglio se
aerobica, per vederne i benefici dovremmo fare almeno 3 o 4 volte di esercizio fisico, almeno
per 40 minuti per volta, basta anche una semplice passeggiata o corsetta leggera, se non
abbiamo mai mosso un dito in vita nostra, inziamo gradualmente, anche 5 minuti vanno bene le
prime volte, poi man mano che ce la sentiamo, aumentiamo, ne trarra beneficio tutto
l'organismo, compreso il cuore e le funzioni metaboliche in generale; ecco alcuni
ottimi consigli da seguire, clicca qui.
Spesso da buoni effetti anche un approccio psicologico, in modo da chiarire i motivi
e le cause di questa alimentazione eccessiva, per i casi gravi o quando non si sortiscono
molti benefici, si può ricorrere anche ad alcuni farmaci o interventi chirurgici, l'importante
però è non improvvisare e affidarsi a medici di comprovata esperienza, in quanto gli effetti
collaterali che si possono avere con la chirurgia e alcuni farmaci possono essere anche
molto gravi.