La calcolosi renale si ha ha quando le vie urinarie o i reni presentano una o più formazioni di
calcoli, ciò è dovuto principalmente ad una eccessiva concentrazione di alcuni elementi che
quindi precipitano e tendono a cristallizzare e in seguito si vanno ad agglomerare attorno
ad un nucleo che tende a crescere se la concentrazione di questi elementi rimane alta, ecco che si
ha il calcolo. Oltre a ciò spesso contribuiscono altri fattori alla formazione dei calcoli, come la carenza di
collodi che contribuiscono a mantenere i sali disciolti nell'urina, l'assunzione di pochi liquidi che porta
ad urine più concentrate, l'eccessiva presenza di ossalati e fosfati di calcio dovuta alla dieta,
la carenza di vitamina A e B6, potrebbe contribuire anche la stasi urinaria o un 'infezione
urinaria come anche l'iperparatiroidismo, che determina la fomazione di calcoli formati da
fosfato di calcio.
La maggior parte dei calcoli che si formano sono composti da ossalato di calcio, di colore grigio-rosso; da fosfati,
tendenti al bianco e da urato di calcio, che sono scuri-giallastri; meno frequentemente si hanno quelli di acido urico
che sono di colore bruno; ancora più rari sono quelli di cistina che hanno un colore tendente al
verde e di xantina che sono bruni con tendenza al giallo. La loro formazione può avvenire in qualunque
distretto dell'apparato urinario, a partire dal rene fino all'uretere, di solito di formano nel bacinetto per
poi discendere lungo l'uretere e in vescica, può essere sia espulso oppure se vi è un ristagno urinario aumentare di
dimensione; nel suo tragitto può anche rimanere bloccato nelle vie urinarie dando luogo ad un blocco renale e
ad una colica renale, chi l'ha avuta sa quanto dolorose possono essere. La colica si manifesta con dolore che dal fianco
interessato discende verso il basso e l'inguine, irradiandosi anche dietro la schiena, spesso vi si associa anche
il desiderio ad urinare frequentemente; questo problema si ha di solito quando un calcolo si muove,
alle volte anche un calcolo di notevole dimensione può non dare nessun sintomo, in quanto
rimane incastonato in un distretto che non da problemi. Non bisogna sottovalutare questo problema di salute,
in quanto a lungo andare ne possono risentire i reni e tutto l'apparato urinario con infezioni e problemi
di varia natura che si possono instaurare anche nel lungo periodo.
L'approccio medico alla calcolosi renale può essere di vario genere a seconda del tipo di calcolo, della
sua grandezza, della sua sede e dall'elemento di cui è composto, vi sono metodiche che mirano a
tenere l'urina meno concentrata in modo da sciogliere il calcolo e facilitarne così l'espulsione, vi può essere
un approccio chirurgico nei casi in cui non si può intervenire diversamente, con gli ultrasioni, inserendo
una sonda introdotti nell'uretere in modo da facilitarne sempre la fuoriuscita. In genere si interviene
con le varie metodiche quando il calcolo non è ben tollerato, quando provoca febbre, coliche,
ematuria (urine con presenza di sangue), infezioni e altri disturbi.
Il regime dietetico più adatto deve essere impostato tenendo conto della natura del calcolo, in generale per favorire la minor concentrazione delle urine bisogna aumentare i liquidi introdotti in misura di poco superiore al normale. Per i calcoli dovuti ad un eccesso di acido urico (litiasi urica) andranno diminuiti nella dieta tutti quegli alimenti che ne contengono, come la carne ed aumentati quelli alcalinizzanti come le arance, le pere, le carote, i pomodori, le albicocche, il latte. Per la litiasi ossalica si andranno a diminuire gli alimenti con molto acido ossalico e si eviteranno acque molto alcaline preferendo quelle oligominerali. Il regime dietetico deve essere seguito anche quando il calcolo è stato espulso, in modo da metterci al riparo in futuro dal ripresentarsi del problema, in generale nella maggioranza dei casi basta seguire una dietà sana ed equilibrata con il giusto apporto di liquidi per tenerci al riparo dai calcoli renali.