L'elettroencefalogramma, comunemente detto EEG non è altro che la misurazione dell'attività
elettrica del cervello, che a sua volta è la somma dell'attività elettrica di ogni
neurone. Siccome il voltaggio di questa attivitò elettrica è molto piccolo deve essere
amplificata un milione di volte per essere misurata e registrata con degli elettrodi applicati
sulla testa. Questo segnale elettrico viene inviato all'elettroencefalografo per essere
trascritto su della carta che scorre ad una velocità costante per ottenerne un tracciato.
Con questo esame si controlla anche la reattività che si ha ad opportuni stimoli come
possono essere apertura degli occhi, stimolazione luminosa, rumori, stimoli tattili e altri.
C'è da dire che comunque il tracciato dell' EEG è condizionato da numerosi fattori
quali l'età, l'attenzione, l'assuzione di sostanze stimolanti come droghe, fumo, caffè o
anche l'assunzione di eventuali farmaci. Di norma nella persona adulta non sono presenti
attività di tipo delta e theta (presenti invece nel sonno), mentre sono presenti attività
alfa e beta. Di norma si dovrebe riscontrare un ritmo stabile e regolare con una
certa ampiezza di voltaggio. L' elettroencefalogramma è l'unica tecnica che permette
un monitoraggio nel tempo della funzione cerebrale e può evidenziare anomalie anche in
assenza di lesioni strutturali documentabili. E un esame indispensabile nello studio dell'
epilessia, negli stati di alterazione di coscienza e quindi anche del coma.
Risulta utile anche negli stati confusionali, nei disturbi del sonno, nelle encefaliti,
nelle encefalopatie, nelle demenze e consente in genere di indagare l'interessamento
del sistema nervoso centrale in corso di malattie sistemiche, metaboliche e/o infettive.
E un esame del tutto innocuo, ne doloroso ne fastidioso, viene fatto sia in ospedale che in ambulatorio. Il paziente viene fatto sedere e si attaccano dai 16 ai 25 elettrodi in testa e si monitora l'attività elettrica. Il medico ci sottoporra a stimoli di varia natura per controllare come cambia l'onda elettrica, ad esempio ci potra sottoporre a stimoli luminosi, o farci aprire gli occhi e altri stimoli di varia natura.
Negli ultimi anni si sta assistendo ad un uso sempre maggiore di questa metodica
di indagine del sistema nervoso, perché era stata un pò accantonata a casua del mirabolante
sviluppo della neuroradiologia (TAC e RMN). Rimane l'unica insieme alla SPECT
(tomografia computerizzata a emissione di fotoni singoli) e alla PET (tomografia a
emissione di positroni) a fornire informazioni funzionali sull'encefalo anche grazie
all'entrata i questo campo dell'informatica (EEG computerizzato.
L'EEG di solito si usa per diagnosticare o monitorare una delle seguenti patologie
o stati psico-fisici: nell'epilessia per determinarne anche il tipo di crisi; per
identificare la probabile sede di un tumore cerebrale, un infiammazione, un encefalite,
una meningite, un infezione, un sanguinamento, una ferita alla testa o altre patologie
cerebrali come il morbo di Parkinson; per valutare il grado di demenza o la perdita di
conoscenza; valutare lo stato comatoso o la possibile morte cerebrale; studiare i disturbi
onirici (del sonno) come ad esempio la narcolessia e per monitorare l'attività cerebrale durante
un anestesia generale.