Lo yoga reale, Raja yoga

raja yoga Il Raja yoga si pone di tranquillizzare la mente attraverso una meditazione fissa su un qualcosa, che può essere un oggetto, un mantra o un pensiero, se la nostra mente tende a vagabondare viene riportata subito all'oggetto della meditazione fino a quando non si quieta e si stabilizza. Tuttò ciò può avvenire in un attimo o volerci ore, giorni, mesi o anni, tutto dipende da noi; questo yoga è anche detto sistema di Patanjali, esso spiega gli otto stadi necessari per la corretta esecuzione del Raja yoga, cinque di essi rappresentano l'aspetto esteriore e tre l'aspetto interiore, vediamoli:

Yama o distacco In questa prima fase lo yogi sposta la sua attenzione dalle distrazioni e piaceri terreni e la incanala verso il suo Io, ci vuole autodisciplina, non violenza, purezza e amabilità.

Niyama o non coinvolgimento In questa seconda fase impariamo a distinguere tra le cose essenziali e necessarie e le cose apparenti e superficiali, ci vuole sobrietà, pulizia mentale, moderato ascetismo e concentrazione.

Asana o preparazione del corpo alla meditazione In questa terza fase ci si mette in una posizione comoda seduta, in modo che possiamo mantenere la posizione per lungo tempo in modo da evitare che il fisico ci provochi distrazioni durante la meditazione.

Pranayama o regolazione del respiro Nella quarta fase si regola il respiro seguendo uno schema lento, calmo e ritmato, ciò aiuta a rilassare e tranquillizzare il corpo e la mente.

Pratyahara o ritiro consapevole dell'attività sensoriale In questa quinta fase si mantiene la mente concentrata in modo da annullare l'attività dei cinque sensi cosicché non si hanno distrazioni sensoriali e fisiche.

Dharana o interruzione della concentrazione Nella sesta fase si sceglie un oggeto su cui focalizzare la concentrazione, che può essere qualunque cosa come una parola, un suono, un oggetto, quando questa concentrazione viene interrotta da distrazioni e pensieri si deve osservare con distacco la distrazione o il pensiero per poi ritornare alla concentrazione sull'oggetto originario, insomma non dobbiamo far vagabondare la mente e il pensiero.

Dhyana o concentrazione ininterrotta In questa settima fase si deve focalizzare l'attenzione su un oggetto finché non si eliminano tutte le possibili distrazioni e interruzioni mentali, in questo stadio la mente è completamente calma e distesa, non si ha la consapevolezza tra noi e l'oggetto della concentrazione.

Samadhi o conoscenza diretta dell'Io più elevato In questa ottava e ultima fase siamo un tutt'uno col nostro Io più elevato, siamo uniti con esso, non avvertiamo la nostra identità separata dal mondo esterno, siamo in contemplazione estatica che ci porta ad una crescita interiore.

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