Quando la superficie di un lago è piatta si può vederne il fondo con molta chiarezza,
quando invece la sua superficie e mossa dalle onde è impossibile che ne vediamo il fondo,
così come la superficie del lago allo stesso modo quando la mente è tranquilla e senza
pernsieri ne desideri possiamo vedere noi stessi. Per controllare le agitazioni della
mente possiamo concentrarci su una cosa o un pensiero esterno oppure internamente
prendendo coscienza del nostro Io. Un esempio è quando facciamo una partita a tennis,
se disputiamo una buona partita segnando parecchi punti al nostro avversario gli altri
pensieri si allontanano o li rimuoviamo; quando ci sentiamo di aver disputato una buona
partita è perché abbiamo raggiunto il massimo della concentrazione e se ci facciamo caso
ci sembra che tutti i problemi che avevamo sembrano non esserci più in quei momenti.
La meditazione insomma è la capacità alla concentrazione e a focalizzare la mente su
una sola cosa, sia esso un pensiero, un oggetto, un suono o altro; con la
meditazione si deve imparare a focalizzare questa concentrazione su un qualcosa. Quando
la mente è concentrata anche il tempo e lo spazio diventano insignificanti, perché
sono una creazione della nostra mente. Con la meditazione si arriva ad una felicità
eterna e ad una pace assoluta, ma per giungere a ciò dobbiamo prima imparare
a tranquillizzarci, a concentrarci trascendendo la propria mente, se questa concentrazione
la dirigiamo nel nostro Io più profondo raggiungiamo lo stato meditativo e rifuggiremo
tutte le felicità precarie e fuggevoli che ci circondano. L'unica maniera per praticare
yoga è padroneggiare bene affinandola sempre più la tecnica della meditazione con gli esercizi
e tecniche proprie dello yoga che ci sono tramandate da millenni.